GERMANLIDS.COM elmetti tedeschi della seconda guerra mondiale


Vai ai contenuti

Presentazione

Tropenhelm

Tralasciando il modello anteguerra, composto da un pezzo unico in materiale pressoformato, che era in dotazione alla Kriegsmarine, ci occuperemo, nella seguente sezione, del Tropenhelm entrato in servizio nel 1940, più comunemente conosciuto come Tropenhelm.

Il modello anteguerra della kriegsmarine


Il casco coloniale dell'esercito tedesco è da sempre considerato il simbolo della Guerra nel deserto. In realtà l'utilizzo del suddetto copricapo è documetata in diverse zone di guerra, dove l'elemento comune era il clima caldo e la necessità di proteggere il capo del soldato dal cocente sole estivo. Quindi il Tropenhelm non è presente esclusivamente sul fronte dell'Africa Orientale, ma anche sul fronte di Grecia, Italia e Russia. L'utilizzo del Tropenhelm era destinato a servizi differenti da quelli di combattimento, come ad esempio servizi di seconda linea, durante i periodi di riposo dal fronte, cerimonie ed altro. Non era quindi un copricapo destinato all'utilizzo in prima linea, in quanto non poteva esprimere alcuna protezione per chi lo indossava, se non quella dal sole cocente.

Esistono scarse informazioni e documenti sulle diverse tipologie di Tropenhelm, che si differenziavano per qualità costruttive e rifiniture a seconda dell'Arma di appartenenza e del produttore. Nel corso di questi ultimi anni ho accumulato una certa esperienza nel riconoscere le caratteristiche principali di questo bell'accessorio della Wermacht e nel riconoscere i vari rimontaggi e falsi presenti sul mercato. Procedendo per gradi...

La comprensiva famiglia del Tropenhelm si deve innanzitutto differenziare in due diversi tipi di casco:

1) Il 1^ tipo, con anima in sughero od in paglia intrecciata, a seconda dei materiali utilizzati dal costruttore, entrambi ricoperti di tela color sabbia o verde oliva (i più rari). La copertura in tela era composta da n. 6 pannelli cuciti insieme, ed i punti di ancoraggio del liner erano ricoperti da una fascia, sempre in tela. Al corpo del casco veniva ancorato il liner interno, composto da un'alloda in pelle di pecora, con all'interno una banda di lana assorbi-sudore (dal colore differente a seconda del costruttore) e cucitura posteriore, retro rinforzata con un segmento rettangolare in tessuto antistrappo. Il liner era ancorato al corpo del casco con un sistema di rivetti ad anello passanti attraverso il casco (Cat. Assmann n. 27486) e fermati da forcine ad U (Cat. Assmann n. 26057), che permettevano un agevole smontaggio del liner in caso di sostituzione. I punti di ancoraggio erano 4/6 a seconda del costruttore. Ogni casco era marchiato dal timbro del costruttore che apponeva anche il numero di taglia, mentre nel tardo periodo bellico il nome del costruttore fu sostituito dal codice Rbnr.



Qui sotto un estratto del catalogo della ditta Assmann & Sohne con le parti di assemblaggio del Tropenhelm



La fodera della cupola era di colore rosso per la Heer e la Luftwaffe, verde per la Kriegsmarine.

Nella parte sommitale del casco era inserita una valvola di aerazione, fissata con vite e con copertura in metallo ricoperta dalla tela di colore uguale (o simile) alla copertura del casco (cat. Assmann n. 27464).

Il rivestimento interno della falda poteva cambiare di colore a seconda dell'Arma di appartenenza:

1) Nel casco Heer la falda interna riprendeva il colore della copertura esterna, quindi sabbia o verde oliva (con l'eccezione di alcuni caschi verde oliva prodotti in Francia e di quelli prodotti dalla ditta JHS, che avevano la falda interna verde), mentre l'interno della cupola era di colore rosso;



2) Nel casco Luftwaffe la falda interna era verde, mentre rossa era l'interno cupola;




3) Nel casco Kriegsmarine, l'interno della falda e della cupola erano entrambi di colore verde;



Le bordature a protezione erano in pelle, dal colore differente a seconda dell'Arma di appartenenza.

A) Marrone scuro \ verde scuro = HEER

B) Marrone chiaro = LUFTWAFFE e KRIEGSMARINE

Dello stesso colore della bordatura era il soggolo, composto in due segmenti in pelle, estendibile, ancorato in modo permanente da un lato con un rivetto a pressione (fissato con apposito macchinario - Cat. Assmann n. 27469) ed all'altra estemità collegato ad un gancio di ancoraggio anch'esso fissato al corpo del casco con un rivetto a pressione (Cat. Assmann n. 27451).

Questa tipologia di casco tropicale era presente in Africa Orientale, Italia e Grecia.

All'esito di quanto esposto, sarà agevole per chi intende acquistare un casco tropicale originale ed intoccato fare i dovuti controlli di congruità su questi specifici parametri:

1) Colore della falda interna e della cupola che devono essere congrue con l'Arma di appartenenza;
2) Colore della bordatura in pelle e del soggolo che devono essere congrui con l'Arma di appartenenza;
3) Coordinamento tra bordatura in pelle e soggolo, per evitare caschi con soggolo difforme, quindi rimontato o falso;

Sono presenti delle rare eccezioni a questi standard collezionistici, con alcuni elmi tropicali con colori difformi, forse perché nel tardo periodo bellico le direttive delle varie armi non erano puntualmente soddisfatte.

Sotto: caschi della Heer


Sotto: caschi della Kriegsmarine

Sotto: caschi della Luftwaffe

Sotto un tipico esempio di anima in paglia intrecciata, senza il rivestimento in tela (Produttore ORL)

2) Il casco tropicale di 2^ tipo era composto di tre pezzi di feltro rinforzato e conformato a pressione per la cupola e la falda. Il colore varia dal verde al marroncino con tante sfumature intermedie. Questo secondo tipo di casco tropicale, prodotto a guerrra inoltrata, non sembra essere stato utilizzato in Africa, ma solo in Italia, Grecia e Russia. Tra l'altro non era particolarmente gradito dai soldati, che preferivano al feltro, troppo caldo, la tela del casco I^ tipo. Sembra che sia questo anche il motivo perché si trovino disponibili grandi quantità di caschi in feltro, oltre alla naturale presenza di surplus militare alla cessazione del conflitto. A livello costruttivo, a parte la conformazione della cupola ed il materiale utilizzato, non vi sono ulteriori differenze degne di nota dal casco I^ tipo. Il sistema di ancoraggio è, pressapoco, simile alla versione precedente, con varianti a seconda del costruttore. Anche in questo modello la bordatura può variare dal marrone scuro al verde scuro, con soggolo che ne riprende il colore.
Giova precisare che questa tipologia di casco è stata utilizzata solo dalla Heer, mentre non vi sono documenti che ne provino l'utilizzo nella Luftwaffe e nella Kriegsmarine (Nella foto sotto un esempio di casco in feltro indossato dal mitragliere).



Torna ai contenuti | Torna al menu