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Elmetti

Uso civile > Feuerwher

Le tipologie di elmetti usati dalla Feuerwher e dalla Feuerschutzpolizei sono di diversa natura.
Una delle prima tipologie di elmetti riscontrata era prodotta in Austria, la sua configurazione era molto simile a quella degli M16 dell'esercito, tranne che per i fori di aerazione ed il materiale utilizzato. Difatti diversamente dagli M16, questa tipologia di elmetto utilizzava o una coppia (uno per ogni lato) di fori di aerazione schermati con una retina, o una doppia coppia di aeratori composti da una rosa di sette fori, mentre il metallo utilizzato era composto da una lega più leggera rispetto a quella di destinazione militare. Le prime insegne utilizzate su questi elmetti erano un paio di distintivi metallici attaccati ai lati del guscio per mezzo di "pins" (rivetti) in ferro. Sul lato sinistro era applicato uno scudetto tricolore e sul lato destro uno scudetto rotondo in color argento con all'interno una svastica posta in posizione obliqua.
Dopo il 28/07/1936 a questa tipologia di elmetto furono applicate le insegne standard della Polizia.
L'elmetto più comunemente attribuito alle forze dei vigili del fuoco è certamente l'M34, sebbene non è dato ritrovare alcun documento ufficiale che ne attesti l'uso generalizzato nelle Brigate. Tale tipologia di elmetto, nella prima produzione, è caratterizzata da un angolo netto tra la falda e la visiera e da diverse tipologie di fori di aerazione. Questi ultimi possono variare da una doppia coppia (due per lato) di rosette a sette fori, alla conformazione cosiddetta "salt shacker" (perchè assomiglia alla comune saliera da tavola), ed infine alla conformazione a fori unici schermati con retina.
Successivamente fu introdotto una variante dell'M34, con un'angolo tra falda e visiera più addolcito ed arcuato (simile all'M35 di destinazione militare).
Altra variante è l'emlo prodotto dalla ditta Edelsthal, caratterizzato da una visiera arcuata verso il basso e da una corona molto appiattita. Il marchio Edelsthal può essere riscontrato nella parte interna della falda destra.
Infine, un'altra variante denominata "Short visor" è caratterizzata dalle scarse dimensioni della visiera e dalle falde molto corte, che donano al guscio un aspetto molto schiacciato.
Per quanto riguarda le imbottiture, diverse sono le tipologie riscontrate, per conformazione e fattura, sebbene si possono osservare alcuni elementi comuni. Comune è la presenza di un cuscino a protezione della testa, posto nella sommità interna del guscio, composto da una copertura in pelle ed imbottitura di crine di cavallo. Il liner, invece può essere composto da pelle conformata in linguette dal numero che può variare tra sette e nove elementi, tutti convergenti sulla sommità interna del guscio ed uniti insieme da uno stringhetto.
Per quanto riguarda i soggoli, le tipologie sono sostanzialmente tre: 1) soggolo composto di due pezzi (uno lungo e l'altro corto) con fibbia a scatto; 2) soggolo monopezzo con doppia fibbia di aggiustamento; 3) soggolo a "Y" ancorato ai quattro rivetti di fissaggio del liner, e da un lato fibbia a scatto.
I rivetti per la fissazione del liner, sono generalmente quattro, posti in coppia per ciascun lato (all'altezza della tempia e dietro l'orecchio). Esistono però degli esemplari con solo tre rivetti (con posizionamento che riprende quello degli elmetti da guerra). Un'altro esemplare ha addirittura cinque rivetti, con un rivetto aggiunto in posizione nucale, nascosto dalla cresta.

Quest'ultima, può essere più o meno presente, i primi esemplari avevano delle decorazioni in foglie di alloro, mentre a conflitto inoltrato la pratica di inserzione della cresta venne disattesa, e si ricoprirono i fori del guscio con dei tappi in metallo e verniciati dello stesso colore dell'elmetto, nero.


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